Premessa: il mio obiettivo è diventare la Sgarbi del digital e spesso mi capita di dire ad alta voce (o scrivere) cose che i miei colleghi non direbbero mai.

Non sono una entusiasta di tutte le novità del web, non sono alla folle ricerca dell’ultimo social che nessuno ancora conosce, non mi piacciono le conferenze sui social media con parole a caso in inglese in cui si parla di KPI. Mi interessa la comunicazione attraverso i social, mi interessano le scelte che le persone fanno sul web e i modi in cui il web può essere davvero utile nella vita quotidiana: i social per me sono sempre un mezzo di comunicazione e mai un fine.

Non è detto che per un’azienda o un privato essere presente su tutti i social sia sempre opportuno. Usare solo i social che servono davvero e che si ha il tempo di gestire bene è sempre meglio che essere su tutti i social con gli stessi contenuti: è meglio non avere un profilo Twitter che pubblicare gli aggiornamenti automatici di Facebook su Twitter, ed è meglio non avere Instagram se siete un’azienda edile e pubblicate solo foto di calcestruzzo. Molte blogger e influencer che hanno costruito un’aura di mistero ed eleganza intorno alla propria immagine social la stanno miseramente rovinando su snapchat con minuti interminabili di risolini e faccette con la lingua da cane.

Non è nemmeno detto che sito o social (e qui i social media manager metteranno la mia faccia su una bandiera nera e la isseranno alla prossima convention) vi servano davvero.

Ci sono esempi di best practice nell’utilizzo dei social anche in settori nei quali non lo si immaginerebbe, come ferramenta, studi medici o persino onoranze funebri, ma ci sono anche aziende che invece si presterebbero benissimo alla comunicazione sul web e che non solo non hanno profili social, ma nemmeno un sito internet.

Conosco molti studi estetici che sono fermi alle Pagine Gialle ma sono in centro e sono gestiti da professionisti: una vetrina ben allestita e il passaparola bastano per avere un’agenda piena per i successivi due mesi, e in questi casi fare comunicazione non servirebbe ad altro che a rendere l’agenda colma per i successivi quattro mesi con conseguente insoddisfazione dei clienti abituali.

Prima di creare un nuovo profilo dovremmo sempre chiederci:

  1. Ho il tempo e le risorse per gestirlo al meglio?
  2. È coerente con l’immagine che voglio dare on line?
  3. Che risultati mi aspetto?

Non forzatevi a essere presenti ovunque perché vi hanno detto che ormai va così. Non fidatevi dei social media manager.

N.B. L’ultima frase è ironica.

Author Roberta Talia

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  • Carlotta Monzani ha detto:

    AMEN!

    Non ho onestamente altro da aggiungere. L’obbiettivo è una comunicazione efficace, e rilevante per ciascuna audience; il mezzo, poi, va scelto di conseguenza per far arrivare il messaggio. Fine. Punto. Stop. Brava. Standing ovation.

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