Ho fatto spesso Digital PR (in parole poverissime e in modo sintetico: chi cura le relazioni con i blogger e gli influencer per una azienda e crea con loro contenuti creativi per lo più da declinare on line per il brand che rappresenta) e conosco sia per lavoro che per amicizia moltissimi influencer. Mi capita molto spesso di discutere su quali siano le regole da seguire tra le due parti, perché la legge non ha ancora disciplinato la materia, se non invitando a usare #AD nella didascalia delle foto se si tratta di una collaborazione commerciale.

Le situazioni però sono molteplici, ad esempio il brand non è assolutamente tutelato se collabora con un influencer che ha comprato followers: anche se si tratta di una collaborazione regolamentata da un contratto, una volta che l’azienda ha scelto l’influencer può assicurarsi un numero di contenuti e può concordare foto, didascalia e orario in cui il post va on line, ma non può rivalersi sull’influencer se la storia pubblicata dietro compenso è vista da 100 persone a fronte di un numero di followers di 100.000 seguaci. Se non si è abili nel capire quanto il pubblico dell’influencer sia reale, i risultati non ci saranno: ho visto situazioni in cui influencer con 300k hanno portato ZERO visite al sito linkato, zero followers e ovviamente zero acquisti. In questo caso si è sicuri al 100% che il pubblico sia irreale, ma non è illegale comprare followers e la legge non considera truffa una situazione del genere. Dal punto di vista morale ed etico io – e mi assumo la responsabilità di dirlo – credo che sia a tutti gli effetti una truffa, come lo sarebbe se una rete televisiva vendesse spazi pubblicitari modificando il numero degli spettatori effettivi di un programma. Ho voluto analizzare tre situazioni classiche in cui ci possono essere fraintendimenti a seconda del punto di vista.

 

Situazione 1_“Ti mando un pensiero, mi dai il tuo indirizzo?”

Cosa pensa la PR

“Mi aspetto che faccia una o più storie su Instagram taggando il brand e usando l’hashtag che ho inserito nel biglietto”

Cosa pensa l’influencer

“Ringrazio sempre dei regali ma posso anche mandarti un messaggio e non fare alcuna storia. Non l’ho scelto io, se vuoi essere sicuro di apparire nelle mie stories mi paghi”

Chi ha ragione

L’influencer. Mandare qualcosa e chiederne in seguito la sua pubblicazione è un ricatto: nessuno ti ha chiesto nulla e se una influencer deve pubblicare qualcosa – che magari nemmeno le piace – solo perché le è stata mandata, è un favore a senso unico.

 

Situazione 2_”Ho visto il vostro prodotto e mi piacerebbe riceverlo”

 Cosa pensa la PR

“Mi chiedi di ricevere un prodotto non pagandolo, devo supporre che ci sia un cambio merce, quindi una pubblicazione sui social”

Cosa pensa l’influencer

“Io chiedo tutto quello che mi pare, sta a loro decidere se mandarlo o no. Se non lo dico espressamente non sono tenuta a fare nulla”

Chi ha ragione

Legalmente l’influencer. Questo è purtroppo un campo ancora senza regole, ma il buon senso e l’educazione impongono una pubblicazione che è sottointesa nel momento in cui richiedi qualcosa gratis in virtù dei tuoi followers. Se non accade, la volta successiva la tua richiesta sarà seguita da un “no”. Ricordate anche che le PR parlano tra loro, quindi chiedere e poi non fare nemmeno una storia o farla inquadrando la confezione (“oh, grazie del regalo!”) e non il prodotto per pulirsi la coscienza (sì, succede) può essere controproducente.

 

Situazione 3_”Vuoi scegliere qualcosa dal nostro shop?”

 Cosa pensa la PR

“Se ti piace qualcosa te la mando, ma mi aspetto che tu ringrazi con una storia o un post. Ti sto espressamente chiedendo cosa pubblicheresti”

Cosa pensa l’influencer

Qui raramente ci sono fraintendimenti: anche se la richiesta viene da brand e non dall’influencer, c’è una scelta consapevole di un prodotto specifico, che avviene in virtù del proprio seguito on line. Se non c’è nulla che piace è buona norma ringraziare e dire no.

Chi ha ragione

In genere se c’è insoddisfazione in questa situazione è per lo più da parte della PR che si aspetta qualcosa in più (più post, più stories) da parte dell’influencer. Anche qui la legge non si esprime e sta tutto all’educazione di entrambe le parti: se non c’è nulla che ti piace declina l’invito.

NB. Sì, non sapevo che titolo scegliere e ho citato Fedez 

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